Salotto di confronto

Posts

Salotto di Confronto nasce come uno spazio mensile dedicato al dialogo autentico. Un luogo intimo, in cui i lettori possono portare pensieri, dubbi e domande esistenziali. Non un monologo, ma un incontro di voci: uno scambio aperto che attraversa le fragilità, le attese, le domande irrisolte che abitano ciascuno di noi.

L’intento è creare un momento di sosta e di confronto, dove la parola diventa strumento di consapevolezza e di presenza.
Per questo invito chi legge a partecipare al dialogo: a scrivermi, se lo desidera, per condividere riflessioni, perplessità o esperienze personali legate ai temi trattati.

📩 sincerelyaltea@gmail.com

In a world of superficiality, let us reclaim the art of meaningful conversation.

  • Lunga vita ai fragili! Apologia della vulnerabilità come forza sociale

    La fragilità gode di cattiva reputazione: celebrata in astratto, respinta nella pratica. Questo intervento esplora la frattura tra il mito dell’autenticità e l’intolleranza reale verso ciò che è instabile, esigente, non performativo. Non come limite, ma come forza che seleziona e libera.

    Read more

  • “Te lo dico ad alta voce: esisto anch’io.” Quando l’empatia diventa unidirezionale

    Un paradosso silenzioso governa le nostre relazioni: chi diventa genitore ottiene un’attenzione automatica, un rispetto implicito, una centralità non negoziata. Ma perché la loro esperienza dovrebbe valere più delle altre? Un viaggio nelle nuove gerarchie affettive che nessuno ha mai osato nominare.

    Read more

  • La gelosia del bene

    Viviamo in una cultura che celebra la vulnerabilità come segno di autenticità, ma fatica a restare accanto alla gioia altrui senza sentirsi scalfita. Perché la felicità dell’altro ci mette così a disagio? Perché, se amiamo davvero qualcuno, non riusciamo a rallegrarci con la stessa naturalezza con cui lo consoleremmo?

    Read more

  • Ospiti di noi stessi. Il diritto di riscrivere la propria storia.

    La voce inaugurale è quella di una donna. Una vita apparentemente compiuta – stabilità economica, famiglia, riconoscimento sociale – ma dentro un senso di sospensione, di irrealizzazione, come se vivesse in affitto nella propria vita. Questo tema è psicologicamente potente perché tocca un punto universale: quante volte ci sentiamo spettatori della nostra quotidianità invece che autori del nostro destino?

    Read more

  • La gelosia del bene

    Abbiamo costruito una cultura della vulnerabilità condivisa, ma non della gioia condivisa. Ci piace la sofferenza raccontata perché ci rassicura: ci dice che non siamo soli nel cadere. Ma chi ci insegna, invece, a non sentirci soli quando gli altri volano?

    Read more