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Salotto di Confronto nasce come uno spazio mensile dedicato al dialogo autentico. Un luogo intimo, in cui i lettori possono portare pensieri, dubbi e domande esistenziali. Non un monologo, ma un incontro di voci: uno scambio aperto che attraversa le fragilità, le attese, le domande irrisolte che abitano ciascuno di noi.
L’intento è creare un momento di sosta e di confronto, dove la parola diventa strumento di consapevolezza e di presenza.
Per questo invito chi legge a partecipare al dialogo: a scrivermi, se lo desidera, per condividere riflessioni, perplessità o esperienze personali legate ai temi trattati.
In a world of superficiality, let us reclaim the art of meaningful conversation.
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Un paradosso silenzioso governa le nostre relazioni: chi diventa genitore ottiene un’attenzione automatica, un rispetto implicito, una centralità non negoziata. Ma perché la loro esperienza dovrebbe valere più delle altre? Un viaggio nelle nuove gerarchie affettive che nessuno ha mai osato nominare.
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Viviamo in una cultura che celebra la vulnerabilità come segno di autenticità, ma fatica a restare accanto alla gioia altrui senza sentirsi scalfita. Perché la felicità dell’altro ci mette così a disagio? Perché, se amiamo davvero qualcuno, non riusciamo a rallegrarci con la stessa naturalezza con cui lo consoleremmo?
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La voce inaugurale è quella di una donna. Una vita apparentemente compiuta – stabilità economica, famiglia, riconoscimento sociale – ma dentro un senso di sospensione, di irrealizzazione, come se vivesse in affitto nella propria vita. Questo tema è psicologicamente potente perché tocca un punto universale: quante volte ci sentiamo spettatori della nostra quotidianità invece che autori del nostro destino?
